Pensare al libro e al magazine del futuro. Bonnier lo ha fatto e lo sta facendo. E con questa sua scintilla vuole accendere una discussione che coinvolga più persone possibili per percorrere nuove strade lasciandoci finalmente alle spalle montagne di carta e non solo.
Il futuro dei libri non è solo questione del passaggio da carta ad inchiostro ma, come acutamente osserva Antonio Tomobolini di Simplicissimus Book Farm, “sono i libri vecchi, segregati in remoti cassetti dalle chiavi irraggiungibili se non per pochi eletti; è l’infinito numero di titoli (il 70% di quelli che hanno in portafoglio, a quanto pare) i cui diritti sono di proprietà degli editori, andati ormai esauriti, e per i quali la ristampa tradizionale sarebbe antieconomica, e quindi non si fa; sono i titoli di chi si autoproduce in maniera indipendente, che nella filiera di carta non riescono quasi mai a raggiungere la tipografia, e praticamente mai la libreria.”
Pubblica un Commento